Secondo la documentazione

raccolta, il primo edificio  edificato è stato un frantoio, o mulino, ad acqua, risalente approssimativamente al 1780. Successivamente fu
edificato l’opificio (filatura) nei primi anni del ‘900.

 

L’estratto catastale del 1908  dà conto della modificazione: viene ampliato il fabbricato dell’ex frantoio,realizzato il nuovo capannone con la parte residenziale (il corpo di fabbrica sporgente a Ovest), modificato il bottaccio e realizzato il canale sopraelevato dell'acqua.

La storia dei luoghi

Le cartografie catastali fino al 1937 non mostrano modificazioni della consistenza dell’edificato, ma nel 1938, secondo le notizie raccolte, fu realizzata una seconda sfilacciatura in un piccolo corpo di fabbrica realizzato in adiacenza al percorso sopraelevato dell’acqua .

La filatura

 Durante il periodo fascista non vi
sono variazioni della consistenza catastale ed al termine del periodo bellico, probabilmente nel 1944, i telai vengono minati e fatti saltare dai tedeschi in ritirata. Solo nel ’48 si trova traccia nei documenti comunali della ricostruzione del tetto, nel
periodo intermedio (’44 – ’48) l’opificio interruppe l’attività.

Il Carbonizzo

La conversione a carbonizzo nell’immediato dopoguerra richiese la ridistribuzione delle aree funzionali; inoltre vennero introdotte le macchine elettriche ed il meccanismo del movimento ad acqua,pur conservato ed in parte tutt’ora esistente, fu posto in disuso,anche se la predisposizione della cabina elettrica sembra risalire solo al 1951.

 

Gli interventi di conversione consistettero nella realizzazione del primo carbonizzo.

 

In questa prima fase il carbonizzo non era dotato né dei lavaggioni (quindi nemmeno delle vasche di decantazione) né dell’asciugatore: il materiale veniva movimentato a mano, con ceste e strumenti simili, sciacquato a terra e poi messo ad asciugare stendendolo negli spazi coperti dell’opificio. Secondo una testimonianza era presente un asciugatoio a pressa manuale.

Un lavaggione